Riflessioni - "Foglie secche"

foto del racconto

Poche macchine sfrecciano veloci sulle strade vuote quasi come se hanno fretta di passare di la…

Le foglie caduche hanno già cominciato ad imbrattare il selciato creando un mantello e vengono sollevate in rivoli quando le gomme veloci le calpestano. Io sto bene lì, in quella terra di mezzo sospesa tra la città e la campagna. Una terra di nessuno che va bene per rilassarsi e restare solo con la malinconia. È un malessere che non riesco a dimenticare, forse indispensabile per me e non riesco ad immaginarmi senza esso. La ragazza coi capelli rosso rame percorre la mia strada al contrario e quando la incontro mi sorride senza parlare. Un cenno di saluto basta per creare un intesa silenziosa…

Mi dirigo verso il fiume mentre la notte si fa sempre più presente. Il fiume mi accoglie col suo lento scorrere e le acque limpide. Un masso sulla sponda diventa il mio sgabello per tirare sassi in acqua e raccogliere ramoscelli umidi. Ogni tanto intravedo il rapido guizzo di un pesce. Pochi minuti ancora e poi l’unica luce in cielo verrà dalla Luna e dalle stelle. Quando ero piccino attraversavo questo fiume con le ciabatte di plastica e c’erano tanti pesci piccoli e pescatori silenziosi.

A volte mi fermo a ricordare eventi del passato perché nel presente mi trovo spesso a disagio e nel futuro non posso andare. Ma è pensando al passato che si progetta il futuro.

Da piccolo mi lasciavo vincere dai bambini gradassi e per il fisico debole e per la malattia, non venivo mai considerato uno di loro o al limite mi sopportavano. Ho capito tardi che in me c'era la capacità di intuire gli umori di chi mi stava accanto e le ferite si sono accumulate col tempo fin che un giorno decisi che era ora di iniziare a vincere. A distanza di anni tiro inevitabilmente le somme e di progressi ne ho fatti molti, tutti da solo, a volte ho vinto, altre ho perso, ma ora ho più esperienza. Questo schematizzare la vita però non mi ha permesso di fare alcune esperienze per paura di sbagliare e quindi perdere.

Lontano si sentono dei cani abbaiare e un movimento di animali, forse uccelli, tra le fronde. Ora cerco di superare questo modo di vedere la vita e mi lascio andare a ciò che viene, anche se ancora ho molti schemi da superare…. certo è che la gioia di vivere si raggiunge con la piena consapevolezza di se stessi.

Quante cose mi piacerebbe fare se avessi tempo e soldi, ma anche così, con pochi soldi,  mi basterebbe avere solo più tempo, perché quando abbandoni gli schemi del "non sono capace” vorresti recuperarlo assieme alle occasioni perse per averci rinunciato. In cielo ci sono le Stelle ora , lascio il fiume e percorro ancora la terra di mezzo per tornare al mio veicolo.

Il tempo lascia cicatrici addosso, ma se le guardi bene ti accorgi che sono servite e vorresti fartene altre perché esse sono le esperienze.