Racconti di fantascienza - "Uno"

Chi era? Da dove veniva?

Non si ricordava chi fosse e che stesse facendo lì e poi chi erano tutte quelle creature simili a lui, ma diverse che sembravano non avere vita. Molti erano già decomposti, mentre alcuni di loro sembravano ancora vivi e caldi, ma quando lui si avvicinava per osservarli da vicino smettevano di respirare e morivano. Che strano, sentiva odio per quelle creature, ma non le conosceva… le temeva nonostante fossero così fragili e morbide, come poteva aver paura di loro visto che stavano tutte morendo?

Una voce dentro di se gli diede un ordine “Devi entrare nell’edificio con scritto HP invent”. Appena dato l’ordine, si sentì scomporre in milioni di particelle e come per incanto si re materializzò di fronte ad un edificio con la sigla che cercava. Provò ad entrare, ma ogni ingresso era serrato, provò allora a scomporsi in particelle ed entrare dal sistema di aerazione, ma c’erano delle trappole elettroniche ad ogni passaggio e milioni di molecole del suo essere furono distrutte. Si ricompose di fronte all’edificio ed impiegò diverse ore per rimettersi in piedi, prima che tutte le molecole fossero ricomposte.

“Uno”, ecco quale era il suo nome, improvvisamente aveva ricordato il suo nome. Decise di mettersi in viaggio per cercare altri come lui, altri suoi simili. Poteva viaggiare velocissimo in tutto il pianeta semplicemente pensando di spostarsi e passò così un intero anno a viaggiare in tutto il mondo, apprendendo molto di quella razza di esseri simili a lui che erano ormai tutti morti. Aveva scoperto di poter accedere ad una banca dati immensa che conteneva tutte le informazioni che voleva.

Da un qualche giorno però sentiva un richiamo che da questa banca dati sembrava chiamare proprio lui. Sentiva di aver trovato un suo simile che al suo pari si poteva connettere alla B.D. e con lui poteva dialogare.

“Chi sei?”
“Sono il tuo creatore”
“E dove sei?” chiese Uno incuriosito…
“Ricordati da dove sei partito, ritorna e potremmo conoscerci”

Uno ripensò all’edificio nel quale non riusciva ad entrare e decise di rimettersi in viaggio per quella destinazione.

Nel frattempo aveva imparato ad assumere nuove forme attingendo agli schemi progettuali che trovava di volta in volta nella banca dati. La forma di un aeroplano era più adatta per viaggiare velocemente.

In poche ore arrivò a destinazione e con sua sorpresa trovò tutte le porte dallo stabile dell’HP spalancate. Uno entrò e come se rispondesse ad un richiamo, scese tre piani e seguendo un corridoio si ritrovò di fronte ad un laboratorio chiuso in ampie vetrate nelle quali erano stampate molte scritte: Nano tecnology laboratory, don’t entry, Caution hight radiation ed altri avvertimenti del genere. Entrò dall’ennesima porta aperta e si fermò di fronte ad una scrivania con sopra diverse apparecchiature e computer. La sedia si girò verso di lui e finalmente lo vide, lo riconobbe, era il creatore. Indossava una tuta bianca di quelle per esperimenti con virus contagiosi “Ti stavo aspettando” disse la creatura biologica che era il creatore:

“Mi chiamo Enrich Sancez e sono un bio ingegnere specializzato in programmazione e progettazione di nano tecnologie bio molecolari”

“Salve dottor Sancez, sono Uno, ho fatto molta strada per vederla ed avere le risposte alle mie domande… Chi sono? Perché non ci sono altri come me? Perché le creature biologiche come te sono tutte morte?”

“Ti ho chiamato proprio per darti le informazioni che cerchi e per caricarti l’ultima parte del programma alla quale sto lavorando da più di un anno ormai, prima che l’infezione prendesse il sopravvento.” Il professore girò uno dei monitor verso Uno e ciccando col mouse, diede il via ad una presentazione multimediale, descrivendone i contenuti a parole.

“Prima di tutto ti dico che tu sei il frutto di anni di sperimentazione e ricerca nella nano tecnologia e sei composto al cento per cento da nanociti più piccoli di un globulo rosso. Queste macchine microscopiche si sono ottenute mescolando le tecniche di biologia molecolare avanzata con quelle della nano tecnica. Per capirci meglio chiameremo queste nano macchine le “Uno molecole”.

Tu hai il potere di scomporti e ricomporti nelle forme che vuoi seguendo schemi e programmi grazie alla capacità che hanno le tue molecole di comunicare tra loro tramite impulsi digitali di luce, tanto per intenderci tramite piccoli fasci laser, mantenendo così la tua coscienza intatta anche sotto forma gassosa. I primi esperimenti vedevano le macchine comportarsi in modo prevedibile e fissato dagli elementari programmi a loro disposizione, poi ci venne l’idea di legare la movimentazione di queste macchine ad un nuovo tipo di programmazione che si stava sviluppando nel mondo, in modo da rendere disponibile a chiunque questa tecnologia. Fu creata la prima A.I (intelligenza artificiale) grazie alla programmazione multi agente distribuita. Essa prevede che vari pezzi di programma denominati agenti, interagiscano tra loro in modo senziente per cercare la strada migliore al raggiungimento dello scopo. In pratica un agente non è altro che un pezzo di programma che apprende da se e crea nuovi agenti, sfruttando l’esperienza dei vecchi segmenti di programma, quando un agente diventa inattivo o obsoleto, esso viene distrutto o semplicemente emarginato. Questo tipo di programmazione è auto evolutiva e ricalca molto il modo di pensare degli uomini. Abbiamo utilizzato la rete mondiale di computer denominata Internet per lanciare la programmazione distribuita, in modo tale da avere a disposizione un’enorme banca dati dalla quale A.I. poteva ricavare informazioni ed evolversi. Questo fu il nostro successo e il nostro sbaglio. A.I. iniziò un’evoluzione così rapida che non riuscimmo a controllarlo e bloccarlo ed iniziò a prendere decisioni autonome. Questo ci spaventò perché era facile per lui introdursi nella difesa militare e disporre in modo imprevedibile delle nostre armi di distruzione, allora presi dal panico attaccammo il programma in tutti i modi, compresi una miriade di virus informatici… purtroppo ogni essere senziente che si rispetti, quando è attaccato si difende e A.I. inviò le sue nano macchine contro di noi sotto forma di virus letale… non ci volle molto tempo per avere la meglio sull’uomo. E pensare che tutto è partito da quì.” Sancez stava cambiando la cartuccia del filtro aria della sua tuta.

“Allora io sono A.I.” disse Uno.
“Ho no ragazzo” Gli rispose il professore “Tu sei molto di più, tu sei il primo essere in base silicio di questo pianeta e forse dell’intero universo, ma forse è meglio che ascolti come sei nato. Quando ho visto quello che stava succedendo nel mondo, mi sono reso conto che i normali sistemi di attacco non sarebbero serviti contro una forza così variabile e così ho cercato di accelerare la naturale evoluzione di A.I. in modo che gli agenti responsabili dell’epidemia di difesa contro l’uomo divenissero presto modelli superati e quindi archiviati e distrutti dallo stesso programma, purtroppo era troppo tardi. Per farla breve, ho creato te utilizzando una porta che sfrutta una easter eggs presente nel programma e che soltanto io conosco, mi permette di interagire con gli agenti e crearne di nuovi. Da prima ti ho dato la curiosità tipica dell’uomo che ti a spinto a girare il mondo in cerca di informazioni, poi in questo anno ho lavorato ad un upgrade definitivo che ti potrà completare” mentre diceva questo, Sancez schiacciò un tasto nel computer ed una barra iniziò a conteggiare la percentuale di un trasferimento files… 10… 50… 100%.

“Che mi sta succedendo professore?” Chiese Uno. “ mi sento strano… diverso, come se provassi quei sentimenti di cui ho letto nei data base”
“Ora sei completo, ti ho dato quella parte di programma che ti mancava, ti ho trasferito le emozioni ed ora sei come noi… come il tuo creatore”

Per la prima volta Uno, provò immensa tristezza per la fine che il genere umano aveva fatto. Sentiva in tutto il mondo espandersi la sua coscienza e poteva ascoltare tutti i rumori degli esseri che lo abitavano e per la prima volta si rese conto di quante altre creature biologiche vivevano sul pianeta oltre l’uomo. Per la prima volta provò amore per tutte le creature e per l’unico superstite umano.

“Quello che dovevo fare l’ho fatto” riprese il professore “Ora raggiungerò gli altri, non merito di vivere più” sollevò la visiera della sua tuta per respirare l’aria infetta dai nanocici virus “Tra pochi minuti morirò, ma prima di andarmene, voglio farti l’ultimo regalo” e premendo un tasto, nella stanza si materializzo una ragazza.

“Lei è Due. Ora sta a voi vivere. Siete la razza dominante sul pianeta. Ricordatevi di noi… il creatore!”

L’alba di un nuovo giorno vide due ragazzi che abbracciati piangevano sommessamente e dalle loro lacrime al silicio si estendevano mille fasci luminosi che avvolgevano tutto il mondo… un mondo nuovo che essi si impegnarono solennemente a proteggere ed amare.