Racconti di fantascienza - "Tramonto"

foto del racconto

Un lieve soffio di vento le scivolava tra i capelli mentre guardava il mare. Le caviglie lambivano l’acqua che scivolava lentamente sulla sabbia. Ria era ancora la ad aspettarlo, ma capiva che non sarebbe tornato, sapeva che era andato a farsi ammazzare in qualche battaglia contro il male. La cavigliera con i due piccoli cuori d’argento riluceva la luce di un sole al tramonto. Un tramonto che sanciva la fine di un sogno, ma ancora Ria sperava… nonostante tutto sperava… sperava che Erre fosse arrivato, attraversando la barriera della realtà virtuale, per portarle un nuovo cip, che le avrebbe permesso di vivere un altro anno accanto a lui.

Sul suo grembo custodiva il fiore olografico che curava da un po’ e che sarebbe sbocciato entro pochi minuti, ma a lei non ne restavano molti ancora da vivere. Sul suo giovane viso si erano formate due lacrime che lentamente le percorsero le gote, avvicinandosi poi sotto il mento e restando sospese a metà, come aggrappandosi anche loro alla breve vita di Ria. Desiderava solo vivere, ma ad un cyborg non era permesso di farlo per più di un anno. Ria amava il mare, il sole, la pioggia, ma più di tutti amava il suo Erre e desiderava che egli fosse felice; sapeva che lo era solo accanto a lei.

Una voce elettronica annunciò che il credito per la realtà virtuale era scaduto e la spiaggia e il mare scomparvero lasciando al loro posto il freddo pavimento di una stanza bianca e regolare. Ria lasciò cadere il piccolo apparecchio del fiore virtuale e sognando per un’ultima volta il suo Erre si passò una mano tra i capelli fino a raggiungere la nuca. “Aspettami amor mio… sto arrivando da te” pronunciando queste parole estrasse dalla nuca il cip che possedeva le sue memorie e morì.

Dal piccolo apparecchio, caduto in terra, una voce annunciò la nascita del fiore virtuale che fu proiettato in un onda verticale olografica:

“Complimenti, il suo fiore è sbocciato, esso porta i colori di un tramonto al mare e il suo nome significa bel ricordo”.