Racconti di fantascienza - "Iperluce"
Viaggiavano ad una velocità prossima a quella della luce.
Il computer centrale aveva dato inizio alla fase di disattivazione dei campi di contenimento criogenico. Ad un ad uno, i componenti della prima nave iperspaziale a propulsione gravitazionale, si stavano svegliando dai quattro anni di sospensione vitale.
Il primo dei cinque ad essere rianimato, fu il capitano.
“ Buon giorno capitano”
“ Buon giorno Betty” ..veniva chiamato così il computer, per via del timbro vocale femminile e sensuale, introdotto dal progettista.
“Fammi un rapporto dettagliato”
“ Sto riattivando le funzioni vitali degli altri membri dell’equipaggio e ci stiamo apprestando a decelerare. Stiamo entrando nel sistema solare composto da nove pianeti e tra poco oltrepasseremo il più distante dei nove. A questa distanza, riceve una radiazione solare piccolissima ed è poco più di un blocco di ghiaccio fatto di ammoniaca e metano. Abbiamo da poco ricominciato a ricevere il segnale che sembra diminuire di intensità ogni momento che passa.”
“Dimmi Betty, sei riuscita a localizzare la provenienza del segnale?”
“Sicuro, capo… proviene dal terzo pianeta e si trova in una zona vicino all’equatore. Il pianeta è ricoperto di acqua, la maggior parte in forma di ghiaccio. Sembra che un tempo esso fosse libero dai ghiacci e la terra emersa ospitasse la vita.”
“Quindi quel segnale che riceviamo, potrebbe essere l’eco di qualche civiltà intelligente?” “Affermativo! Esso viene regolarmente trasmesso su una frequenza di 700MHz ed è modulato in frequenza. È chiaramente un segnale artificiale.”
Erano partiti quattro anni prima dalla stella Proxima Centaury per una missione esplorativa di quel sistema solare a loro così vicino. Il segnale era stato ricevuto per la prima volta da un potente radiotelescopio del centro per la ricerca di vita extraterrestre. Per più di 10 anni era stato registrato ed analizzato e già delle sonde automatiche avevano intrapreso il viaggio, trasmettendo dati sul sistema solare e i suoi pianeti. Poi i centauriani, avevano costruito la loro prima grande nave interstellare, proprio per entrare in contatto con la civiltà che inviava loro quel segnale. Il viaggio alla velocità vicino alla luce era stato reso possibile, grazie ai nuovi motori a spinta gravitazionale, alimentati da un generatore a fusione fredda.
Gli echi quantici, elaborati dagli scienziati centuriani, avevano ipotizzato un evento cosmico, che era avvenuto al sistema solare, migliaia di anni prima. Essi pensavano che la poca luce che quel sole emetteva era causata, da un’enorme distacco di plasma solare, avvenuto al seguito dell’impatto di una grossa cometa con il sole stesso. Questo braciere cosmico, si sarebbe staccato dal sole bruciando tutti i pianeti che incontrava nel suo cammino. In conseguenza a questo evento, il sole aveva perso una gran quantità di energia e quei pianeti che prima avevano una temperatura superiore allo zero, si erano trovati improvvisamente congelati. E questo era avvenuto alla Terra, estinguendo all’istante ogni forma di vita.
Recenti studi ambientali, avevano comunque rilevato un aumento di radiazione solare, come se il sole stesse gradualmente ritornando al suo livello di equilibrio iniziale. Questo evento, aveva permesso il di scioglimento di alcune zone di ghiaccio, sulla Terra.
Intanto gli altri membri dell’equipaggio erano stati tutti risvegliati dal sonno criogenico ed avevano assunto le postazioni di comando all’interno della cabina basculante centrale.
“Meno dieci all’accensione dei motori a gravitoni” Betty aveva iniziato il conto alla rovescia per l’inizio della decelerazione.
“Meno due, meno uno, Go!”
Si sentì subito l’impatto con la gravità artificiale introdotta dai motori a gravitoni. La cabina di comando, basculante, permetteva di distribuire la gravità nel pavimento, e tutto l’equipaggio era felice di poter sfruttare quelle sei ore di decelerazione che permetteva loro di poter avere una gravità di due G. Dopo tanto galleggiare, potevano godere di nuovo della sensazione di avere una terra sotto i piedi. Intanto i tecnici addetti agli scanner, stavano lavorando febbrilmente alla ricerca di segnali radio o altro. Ma i sensori, ricevevano soltanto l’eco del segnale ormai noto e alcune sonde ancora attive e vaganti nel sistema solare che avevano inviato negli anni precedenti, i centuriani.
Passarono le ore e ormai la nave, aveva rallentato tantissimo e si stava dirigendo verso la Terra.
“ Decelerazione terminata, capo” Risuonava in cabina la voce melodiosa di Betty. “abbiamo acceso i propulsori di manovra e stiamo entrando in orbita attorno al pianeta blu”.
Dopo alcuni minuti, la manovra ebbe termine e la nave, orbitava attorno alla Terra.
Sullo schermo grande apparvero le prime immagini. Il pianeta ricoperto quasi esclusivamente di ghiaccio tranne in alcune zone in equatore che lasciavano intravedere il mare ed una sottile striscia di terra ferma in quella che fu l’Africa.
“Abbiamo individuato il trasmettitore del segnale” annunciò la voce di Betty.
“Si tratta di una piccola struttura a torre con funzione di segnalatore”
Infatti il segnale proveniva da un impianto di radiofaro a cellule foto voltaiche che per migliaia di anni si era conservato all’interno dello strato di ghiaccio e con il di scioglimento, di parte di esso, l’impianto aveva ripreso funzionare. Purtroppo l’esplorazione a terra non rilevò altre tracce di civiltà e nessuna forma di vita intelligente.
Passarono delle settimane e l’equipaggio stava per lasciare il pianeta, convinto ormai di non riuscire a trovare più niente che indicasse chi aveva costruito il radiofaro. L’ultimo giorno utile prima di iniziare le manovre per il rientro, i centuriani, trovarono una lapide. Era poco più di un cumulo di pietra sovrastato da una croce. Non riuscirono a trovare i resti fossilizzati del morto, ma trovarono sepolta accanto alla tomba, una scatola di metallo che aveva resistito agli anni. All’interno, vi era una bambola di plastica ed alcuni oggetti appartenuti probabilmente ad una bambina. Ma ci fu un grande stupore quando presero tra le mani quel piccolo disco argentato.
“sembra un materiale riflettente” Disse il capitano “forse siamo di fronte ad un congegno di archiviazione dati.”
Rientrarono in fretta alla nave, ansiosi di far analizzare a Betty quel piccolo disco argentato.
Dopo una rapida analisi, Betty sentenziò che si trattava di un disco nel quale vi erano incise informazioni in un formato a loro sconosciuto. Si affrettarono ad inviare i primi dati sul materiale recuperato ad Alfa Centauri per preparare gli scienziati ad analizzare le loro scoperte. Inoltre durante il viaggio, Betty avrebbe inviato un flusso continuo di informazioni sul misterioso disco in modo che al loro arrivo in patria, si fosse improntato un primo lettore di dati.
Il viaggio di ritorno, si svolse nello stesso modo dell’andata, con Betty che governava la nave e l’equipaggio in sospensione criogenica.
Qualche mese prima della nave centuriata, arrivarono al pianeta i primi dati trasmessi dalla nave in movimento. Gli scienziati si misero in febbrile lavoro per costruire quello che serviva per poter leggere i dati incisi su quel cd.
L’equipaggio venne accolto in modo trionfale e passarono settimane a raccontare la loro esperienza in tutte le televisioni del globo.
Passarono ancora dei mesi prima che si riuscisse a decifrare il disco, quando finalmente venne annunciato che il primo lettore era pronto.
Eminenti scienziati provenienti da tutto il pianeta si erano riuniti nel palazzo internazionale della scienza e stavano per assistere alla proiezione di quello che si era dimostrato essere un video cd.
Iniziarono le prime scene che mostravano la vita quotidiana del popolo della terra.
I terrestri erano strani, e si comportavano in un modo assai infantile. Eccoli alla guida dei loro bizzarri veicoli lanciati a folle velocità, che provocavano degli incidenti spaventosi. Poi come se niente fosse si rialzavano senza neanche un graffio e cominciavano a litigare. Ci si chiedeva come una civiltà così caotica, potesse essere prosperata per migliaia di anni, per quanto, i terrestri, dimostravano di avere una fibra molto forte.
La proiezione terminò con una scritta incomprensibile ai Centuriani. Gli scienziati avrebbero lavorato anni per cercare di capire la struttura dei terrestri e la loro bizzarra società. E forse tutto sarebbe apparso ancor più chiaro quando avrebbero decifrato la frase finale del film che campeggiava a tutto schermo, quasi come un avvertimento.
Soltanto dopo decenni di studi, forse, sarebbero riusciti a comprendere quella scritta che diceva:
UNA PRODUZIONE WALT DISNEY.