Le Mie Poesie - pagina II
La Mia Poesia, la mia penna che scrive.. il mio cuore che parla ..
- Riflessioni d'autunno a venire I
- Riflessioni d'autunno a venire II
- Riflessioni d'autunno a venire III
- Riflessioni d'autunno a venire IV
- Riflessioni d'autunno a venire V
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Riflessioni d'autunno a venire I
Ho cominciato a copiare
foglie secche e sassi
prima che il vento diventasse umido…
oggi il mare mi bagna i piedi,
ma vorrei aver taciuto.
Il sapore di una gomma americana
allevia la tristezza di una notte
e nel cielo scorgo lampi di luce
o forse…
ho solo denti più bianchi.
Da piccolo giocavo coi soldatini,
perdevo sempre… apposta
per non sentirli gridare (-un gioco scemo!-)
“un perdente non è importante”
si mescola con la folla…
ed ora che ho scritto
senza parlare affatto
mi credono poeta, quindi vincente
ma non ho mai vinto,
non lo so fare (dovrei gridare).
Ho il simbolo del successo
disegnato sulla lavagna magnetica
è meglio che inizi da li
a rimettere a posto le cose…
presto si dimenticheranno
della mia faccia stampata sul giornale…
- sto già cogliendo nuove foglie da copiare -
Riflessioni d'autunno a venire II
I ciarlatani
mi guardavano come un babbeo
che si mangiava le unghie,
e giocavano a morra
sulla passerella della nave…
a bordo li ho visti ubriachi
di schiuma di birra
davanti le porte dei bagni
che ci dovevi passare su…
ora il traghetto lo prendo in costume
solo per Giglio Porto,
ma come allora
sono il ragazzino che si mangiava le unghie
anche se dormo poco la notte
per parlare di me...
Perché lo faccio?
Potrei guardare grande fratello
come tutti,
ma mi annoia… mi annoia a morte
come il sax lagnoso
che sta girando sul mio piatto…
vado via… vado via stasera
forse sono solo stanco.
Riflessioni d'autunno a venire III
Oltre ogni tempo…
oltre ogni increspatura sulla mia mano
nel ricordo di attimi non spesi
ho confezionato schemi e tracce
per rendere sicuro il sentiero
dimenticando i tratti somatici
della vita.
Ho chiuso per troppo tempo
l’anima nel cassetto
ignorando il suo bussare
e il vedere la vita come una gara
non mi ha aiutato.
La vetta Vettore non è facile
la neve su ciottoli molli
rende pesanti i passi
e lo spettacolo in vetta è deludente
tanto da dire…
“chi me lo ha fatto fare…”
Poi a distanza di anni
ne senti il gusto del ricordo
che riempie di nostalgia;
Così è spesso la mia vita
senza accorgermi che è bella
ne guardo gli spigoli.
Oggi la nebbia bassa
ha reso l’alba un mare sopra gli alberi
e l’ho trovato splendido…
…“magari sul vettore
bastavano scarpe migliori”.
Riflessioni d'autunno a venire IV
Negli oscuri presagi
si spengono le cicatrici della vita;
per porta rotta il cuore,
per scrigno il mare
e le memorie divengono presente.
Vincere sempre
ho ripetuto al ragazzo timido
non cedere mai alle difficoltà…
Poldo era lì come ogni giorno
ad aspettare una carezza
e la ragazza bionda ci parlava,
lo baciava e si lasciava leccare.
Poldo è lì come ogni giorno
che aspetta una carezza
…gli basta!
Non vittoria ma gioia…
non vittoria ma gioia…
vado ripetendo ora al vento,
attenderò anch’io una carezza
assieme a Poldo
Riflessioni d'autunno a venire V
Uno strano pentagramma
di note mai ascoltate
incalza e mi fa ascolto
mentre parole di speranza
si sovrappongono.
Eravamo scaltri e furbi
ma non ho saltato la fontana;
Max non aveva paura mai
e bagnato piangeva freddo
sotto il paltò.
Essere prudenti sempre
vale solo per me,
negarsi esperienze tristi
è vivere poco!
Vorrei tornare indietro
e fare quel salto
anch’io
…
(com’è freddo d’inverno
…aspetto che verrà!)